State buoni , Se potete - San Filippo Neri ...

State buoni , Se potete - San Filippo Neri ...
State buoni , Se potete - San Filippo Neri ... Tutto il resto è vanità. "VANITA' DELLE VANITA '> Branduardi nel fim - interpreta Spiridione. (State buoni se potete è un film italiano del 1983, diretto da Luigi Magni, con Johnny Dorelli e Philippe Leroy).

venerdì 13 febbraio 2015

Ricordo di don Francesco Cuppini.




In ricordo di don Francesco Cuppini salito al Padre il 29 gennaio. Ne parla così Kiko: "E’ venuto con noi quando abbiamo fatto le prime catechesi ai Martiri Canadesi. Era il presbitero della nostra equipe. E’ venuto con noi anche a Ivrea, a S. Luigi, a S. Bartolo. E’ stato santo, umile;" (don Francesco è tra Kiko e Carmen)

Il ricordo di don Francesco Cuppini

Le parole di monsignor Silvagni

La scomparsa di don Francesco Cuppini, ieri il vicario ai funerali a Calderara di Reno
«Poche settimane fa nessuno di noi - neppure lui - poteva prevedere l'epilogo cosÌ rapido della sua vita terrena. CosÌ invece si è giocata per lui l'ultima chiamata del Signore, perché anche la morte del cristiano è una vocazione, una chiamata di Dio».Riportiamo uno stralcio dell'omelia di ieri pomeriggio del vicario generale monsignor Silvagni




Siamo insieme a celebrare una comunione in Cristo che continua, a festeggiare l'arrivo a casa di don Francesco, che ci ha preceduto nella lunga carovana verso la nostra vera e definitiva patria. Certo non ci facciamo illusioni: sarà difficile far senza don Francesco, pastore di questa comunità, compagno e guida nel Cammino Neocatecumenale, confratello nel presbiterio vicariale e diocesano, protagonista generoso nelle svariate opere di apostolato dell'Onarmo. Sarà difficile anche per questa comunità civile di Calderara di Reno, che ha trovato in lui un punto di riferimento sicuro e un interlocutore attento, saggio, esperto di umanità. Poche settimane fa nessuno di noi - neppure lui - poteva prevedere l'epilogo cosÌ rapido della sua vita terrena. Così invece si è giocata per lui l'ultima chiamata del Signore, perchè anche la morte del cristiano è una vocazione, una chiamata di Dio. E don Francesco ha accolto con consapevolezza e pace anche questa chiamata, sapendo bene in chi aveva creduto, sapendo bene che era giunta per lui l'ora di passare all'altra riva, nella buona compagnia del suo Signore. Morire cosÌ è una grazia, e la sapienza della Chiesa ci insegna a supplicare il Signore di liberarci - tra tanti mali - anche da quello di una morte istantanea e improvvisa. Quando si hanno responsabilità, quando si ha qualcosa da lasciare e qualcuno per cui dare la vita, è importante che anche nelle modalità esteriori e concrete il morire possa essere non un lasciarsi andare ma dare la vita, fare della propria vita che spira l'ultimo consapevole atto di amore e l'ultimo dono a Dio e ai fratelli. Quando va così va bene, e ne possiamo ringraziare due volte il Signore, che circonda la nostra vita di bontà e di misericordia e la corona con la dolcezza di una morte santa. 
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LA CATECHESI PER ADULTI APRE UNA NUOVA REALTA' 
Nascita del Cammino neocatecumenale nella nostra parrocchia.Nel Luglio del 1969, gli iniziatori del Cammino neocatecumenale 
Kiko Arguello, Carmen Hernadez, accompagnati nella predicazione da don Francesco Cuppini, invitati dal Parroco don Piero Paciscopi, portano alla Chiesa di S.Bartolo l'annuncio del Kerigma e propongono alla Parrocchia il cammino neocatecumenale come un itinerario di formazione cristiana che porta i frutti del rinnovamento del Concilio Vaticano II alla Parrocchia. L'incontro con il Cammino avviene in modo casuale, non programmato ma guidato e benedetto dal Signore. Il rifiuto di altre Parrocchie di accogliere la predicazione di questa piccola equipe di catechisti itineranti spagnoli, porta il cammino neocatecumenale a S.Bartolo. Luglio '69: nasce la prima comunità neocatecumenale a San Bartolo. L'incontro con il cammino avviene quindi con l'umilta' di una chiesa povera, in un periodo di grande "politicizzazione" dell'annuncio cristiano e di accentuazione dei toni dell'impegno sociale e politico dei cristiani. Sembrava a molti che l'annuncio cristiano non avesse quasi alcun valore al di fuori di un impegno politico, di una organizzazione dei cattolici per cambiare le strutture sociali. L'annuncio del kerigma nella sua autenticita' e soprattutto nella sua semplicita' e "stoltezza", sembrava aver perso efficacia in questo contesto culturale e sociale. Per arrivare ai problemi dell'uomo appariva neccessario dover intraprendere strade diverse, mediate dalla cultura, dalla sociologia, dalla psicologia o dalla politica per poter parlare la stessa lingua dell'uomo contemporaneo. "La stoltezza della predicazione"Alla prima catechesi partecipa un piccolo gruppo di anziani, vicini al Parroco. Da questa realta', apparentemente insignificante, dalla loro fedelta' al Signore, nasce una nuova realta' di chiesa che fino dai primi anni manifestera' la propria vocazione missionaria non solo per Firenze ma anche per tutta la Toscana e per il mondo intero. E' impressionante toccare con mano la forza della "stoltezza della predicazione" dell'annuncio del Vangelo nella sua radicalita' e di come questo possa trasformare interamente tutta una comunita' parrocchiale che accetta di ricevere questo annuncio con uno spirito di conversione e di umilta'. In questa esperienza si sintetizzano alcuni caratteri originali dell'evangelizzazione: la stoltezza della predicazione, rappresentata da una equipe itinerante di spagnoli, e l'opera dello Spirito Santo che prepara l'accoglienza della predicazione del Kerigma e la rafforza donando segni e generando miracoli. Una azione costante e continua dello Spirito Santo che ha edificato una Chiesa nuova, capace di annunciare il Vangelo nella società contemporanea, portando una parola che dice all'uomo il senso della vita che il mondo ha smarrito.
luglio '69: foto della prima comunità neocatecumenale a San Bartolo

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