State buoni , Se potete - San Filippo Neri ...

State buoni , Se potete - San Filippo Neri ...
State buoni , Se potete - San Filippo Neri ... Tutto il resto è vanità. "VANITA' DELLE VANITA '> Branduardi nel fim - interpreta Spiridione. (State buoni se potete è un film italiano del 1983, diretto da Luigi Magni, con Johnny Dorelli e Philippe Leroy).

venerdì 10 novembre 2017

L’amore combacia con il significato di tutte le cose: la felicità.


** L’AMORE È IL SIGNIFICATO DI TUTTE LE COSE **


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“Si ricapitola, si riassume in questa parola: amarsi; peró c’è una cosa da dire: che il tempo passa, e il problema fondamentale dell’umanità da 2000 anni è rimasto lo stesso.. amarsi. Solo che ora e diventato piú urgente, molto piú urgente, e quando oggi sentiamo ancora ripetere che dobbiamo amarci l’un l’altro, sappiamo che ormai non ci rimane molto tempo. Ci dobbiamo affrettare, affrettiamoci ad amare, noi amiamo sempre troppo poco e troppo tardi, affrettiamoci ad amare, perchè al tramonto della vita saremo giudicati sull’amore, perchè non esiste amore sprecato e perchè non esiste un’emozione piú grande di sentire quando siamo innamorati che la nostra vita dipende totalmente da un’altra persona, che non bastiamo a noi stessi, e che tutte le cose, ma anche quelle inanimate come le montagne, i mari, le strade, il cielo, il vento, le stelle, le citta, i fiumi, le pietre, i palazzi… tutte queste cose, che di per sè sono vuote, indifferenti, improvvisamente quando le guardiamo si caricano di significato umano e ci affascinano, ci commuovono, e perchè? Perchè contengono un presentimento d’amore, anche le cose inanimate, perchè il fasciame di tutta la creazione è amore e perchè l’amore combacia con il significato di tutte le cose: la felicità. Si, la felicità.. e a proposito di felicità, cercatela, tutti i giorni, continuamente e anzi, chiunque mi ascolti ora, si metta in cerca della felicitá ora, in questo momento stesso perchè è li, ce l’avete, ce l’abbiamo perche l’hanno data a tutti noi, ce l’hanno data in dono quando eravamo piccoli, ce l’hanno data in regalo, in dote, ed era un regalo cosí bello che l’abbiamo nascosto, come fanno i cani con l’osso, quando lo nascondono; e molti di noi l’hanno nascosto cosí bene che non si ricordano piú dove l’hanno messo, ma ce l’avete, ce l’abbiamo. Guardate in tutti i ripostigli, gli scaffali, gli scomparti della vostra anima, buttate tutto all’aria: i cassetti, i comodini che avete dentro.. vedrete che esce fuori, c’è la felicità. Provate a voltarvi di scatto, magari la pigliate di sorpresa ma è li, dobbiamo pensarci sempre alla felicità, e anche se lei qualche volta si dimentica di noi, noi non ci dobbiamo mai dimenticare di lei, fino all’ultimo giorno della nostra vita. E non dobbiamo avere paura nemmeno della morte, guardate che è piú rischioso nascere che morire eh! Non bisogna avere paura di morire, ma di non cominciare mai a vivere davvero. Saltate dentro l’esistenza ora, qui, perchè se non trovate niente ora, non troverete niente mai piú, e allora dobbiamo dire “SI” alla vita, dobbiamo dire un SI talmente pieno alla vita che sia capace di arginare tutti i no, perchè alla fine di queste due serate insieme, abbiamo capito che non sappiamo niente e che non ci si capisce niente, ma si capisce solo che c’è un gran mistero che bisogna prenderlo come è e lasciarlo stare, e che la cosa che fa piu impressione al mondo è la vita che va avanti e non si capisce come faccia; “Ma come fa? Come fa a resistere? Ma come fa a durare cosí?”.. è un altro mistero, e nessuno lo ha mai capito, perchè la vita e molto piú di quello che possiamo capire noi, per questo devi resistere. Se la vita fosse solo quello che capiamo noi, sarebbe finita già da tanto, tanto tempo, e noi lo sentiamo, lo sentiamo che da un momento all’altro ci potrebbe capitare qualcosa di infinito, e allora ad ognuno di noi non rimane che una cosa da fare: inchianarsi.“

“L’amore combacia con il significato di tutte le cose: la felicità.”
Splendido monologo di Roberto Benigni sull’amore e sulla felicità, tratto da “I Dieci Comandamenti”.
“Non dobbiamo avere paura di morire, dobbiamo avere paura di non videre davvero… Cercate la felicità, quando eravamo piccoli ci è stata data in dono, dobbiamo ritrovarla!”
– Video di Benigni: l’amore e la felicità

"Amarsi. Però c’è una cosa da dire: 
che il tempo passa e il problema fondamentale dell’ umanità da duemila anni è rimasto lo stesso: amarsi. Solo che ora è diventato più urgente, molto più urgente e quando oggi sentiamo ancora ripetere che dobbiamo amarci l’ un l’altro sappiamo che ormai non ci rimane molto tempo, ci dobbiamo affrettare. Affrettiamoci ad amare. Noi amiamo sempre troppo poco e troppo tardi. Affrettiamoci ad amare perchè al tramonto della vita saremo giudicati sull’ amore. Perchè non esiste amore sprecato e perchè non esiste un’ emozione più grande di sentire quando siamo innamorati, che la nostra vita dipende totalmente da un’ altra persona, che non bastiamo a noi stessi e perchè tutte le cose ma anche quelle inanimate come le montagne, i mari, ma di più il cielo, il vento, di più le stelle, di più le città, i fiumi, le pietre, i palazzi, tutte queste cose che di per se sono vuote, indifferenti, improvvisamente quando le guardiamo si caricano di significato umano e ci affascinano, ci commuovono e perchè? Perchè contengono un presentimento d’amore anche le cose inanimate, perchè il fasciame di tutta la creazione è amore e perchè l’ amore combacia con il significato di tutte le cose, la felicità.Si, la felicità. A proposito di felicità: cercatela, tutti i giorni e continuamente; anzi chiunque mi ascolti ora si metta in cerca della felicità, ora, in questo momento stesso perchè è lì. Ce l’ avete, ce l’ abbiamo perchè l’anno data a tutti noi, ce l’ hanno data in dono quando eravamo piccoli, ce l’ hanno data in regalo, in dote ed era un regalo così bello che l’abbiamo nascosto come fanno i cani con l’ osso quando lo nascondono e molti di noi l’ hanno nascosto così bene che non si ricordano dove l’ hanno messa ma ce l’abbiamo, ce l’ avete. Guardate in tutti i ripostigli, gli scaffali, gli scomparti della vostra anima, buttate tutto all’aria, i cassetti, i comodini che c’ avete dentro, vedrete che esce fuori. C’è la felicità. Provate a voltarvi di scatto magari la pigliate di sorpresa ma è lì. Dobbiamo pensarci sempre alla felicità e anche se lei qualche volta si dimentica di noi, noi non ci dobbiamo mai dimenticare di lei fino all’ ultimo giorno della nostra vita."
– Roberto Benigni

lunedì 6 novembre 2017

Padre ...

Sergio Cammariere - Padre della notte

PADRE DELLA NOTTE 
(Parole di R. Kunstler
Musica di S. Cammariere)

Padre della notte
che voli insieme al vento
togli dal mio cuore
la rabbia ed il tormento
e fammi ritornare
agli occhi di chi ho amato
quando è poca la speranza
che resta nel mio cuore
Padre della notte
che le stelle fai brillare
tu che porti vento e sabbia
dalle onde del mare
Tu che accendi i nostri sogni
e li mandi più lontano
come barche nella notte
che da terra salutiamo
e fammi ritornare
tra le braccia di chi ho amato
quando è vana la speranza
che resta nel mio cuore
quando è poca la speranza
che resta nel mio cuore
dammi una pace limpida
come un limpido amore
Padre della notte
ovunque è il Tuo mistero
dentro ogni secondo
come in ogni giorno intero
Tu che hai dato a noi la fede
come agli uccellini il volo
Padre della terra
Padre di ogni uomo
Padre della notte
della musica e dei fiori
Padre dell’arcobaleno
dei fulmini e dei tuoni
Tu che ascolti i nostri cuori
quando soli poi restiamo
nel silenzio della notte
solo in Te noi confidiamo
e fammi ritornare
tra le braccia di chi ho amato
Fammi ritrovare un giorno
l’amore che ho aspettato
quando è poca la speranza
che resta nel mio cuore
Dammi una pace limpida
come un limpido amore
Padre della notte
che voli insieme al vento
togli dal mio cuore
la rabbia ed il tormento
e quando un giorno sta finendo
quando scende giù la sera
Fa’ che questa mia canzone
diventi una preghiera.

                                          Padre - canzone

Padre Della Notte

che voli insieme al vento 
togli dal mio cuore 
la rabbia ed il tormento 
e fammi ritornare 
agli occhi di chi ho amato 
quando è poca la speranza 
che resta nel mio cuore 
Padre della notte 
che le stelle fai brillare 
tu che porti vento e sabbia 
dalle onde del mare 
Tu che accendi i nostri sogni 
e li mandi più lontano 
come barche nella notte 
che da terra salutiamo 

e fammi ritornare 
tra le braccia di chi ho amato 
quando è vana la speranza 
che resta nel mio cuore 
quando è poca la speranza 
che resta nel mio cuore 
dammi una pace limpida 
come un limpido amore 

Padre della notte 
ovunque è il Tuo mistero 
dentro ogni secondo 
come in ogni giorno intero 
Tu che hai dato a noi la fede 
come agli uccellini il volo 
Padre della terra 
Padre di ogni uomo 
Padre della notte 
della musica e dei fiori 
Padre dell'arcobaleno 
dei fulmini e dei tuoni 
Tu che ascolti i nostri cuori 
quando soli poi restiamo 
nel silenzio della notte 
solo in Te noi confidiamo 
e fammi ritornare 
tra le braccia di chi ho amato 
Fammi ritrovare un giorno 
l'amore che ho aspettato 
quando è poca la speranza 
che resta nel mio cuore 
Dammi una pace limpida 
come un limpido amore 

Padre della notte 
che voli insieme al vento 
togli dal mio cuore 
la rabbia ed il tormento 
e quando un giorno sta finendo 
quando scende giù la sera 
Fa' che questa mia canzone
diventi una preghiera.

Roberto_Kunstler

Dio_è un_bacio



sabato 4 novembre 2017

La tremula corda d'un arco teso…Fremente alla luce della Luna……il tuo animo.Lo splendore d'una lama affilata…Assai simile alla sua punta……il profilo tuo. ...

A Nippon Night
anipponnight.wordpress.com
BIOGRAFIA
Hayao Miyazaki nasce a Bunkyo, uno dei quartieri speciali di Tokyo, il 5 Gennaio 1941, secondo dei quattro figli dell’ingegnere aeronautico Katsuji Miyazaki (1915-1993) e di sua moglie Dola (1909-1980). Nonostante il conflitto bellico la sua infanzia trascorse tranquilla insieme ai fratelli Arita (1939), Yutaka (1944) e Shirou. Miyazaki visse infatti in condizioni agiate dal momento che suo padre Katsuji era direttore della Miyazaki Airplane, azienda di famiglia che produceva componenti di veicoli aeromobili. Tra queste produzioni figuravano anche i famosi e temutissimi caccia Zero, aerei centrali nella trama del suo ultimo film Si alza il vento. Nel dopoguerra il padre passò poi a lavorare, sempre in qualità di ingegnere, per conto della Toyo Radiator Company. Il lavoro del padre e l’azienda di famiglia contribuirono alla grande passione che Miyazaki sviluppò fin da piccolo per il volo e per le macchine volanti e che divenne in seguito uno degli elementi ricorrenti nella sua produzione artistica. Tra il 1947 e il 1955, quando Miyazaki aveva tra i 6 e i 14 anni, sua madre Dola fu ricoverata quasi ininterrottamente in ospedale per una tubercolosi spinale dalla quale non si riprese, fino alla morte avvenuta nel luglio 1980. A questo evento il regista fa esplicitamente riferimento nei film Il mio vicino Totoro e Si alza il vento...

Hayao-Miyazaki
Miyazaki riceve l’Oscar alla carriera nel 2014

fonte:anipponnight.wordpress.com 

Hayao Miyazaki – L’essenza dell’animazione


POST  DEDICATO A MIO FIGLIO GIOVANNI ... 
un appassionato estimatore del maestro Hayao Miyazaki 
La Principessa Mononoke, il film diretto da Hayao Miyazaki 

Trailer La Princesa Mononoke

 Principessa Mononoke, il film diretto da Hayao Miyazaki e uscito in Giappone nel 1997. Come per altre opere dello Studio Ghibli (tra cui “Si alza il vento”) anche in questo caso la colonna sonora è stata affidata a Joe Hisaishi, compositore e pianista giapponese. Quasi tutti i brani inseriti nel lungometraggio sono in versione strumentale, fanno eccezione solo “Tatara Fumu Onnatachi” e “Mononoke Hime”.
Il primo brano intitolato “Tatara Fumu Onnatachi” (cioè le donne che spingono il mantice) è il ritornello intonato dalle donne del villaggio di Tataraba durante il lavoro con il mantice appunto, apparecchio utilizzato dai popoli antichi nella metallurgia per raggiungere elevate temperature all’interno della fucina.



Uno, due, anche i bambini sanno spingere
Tre, quattro, anche un orco urlerebbe
L'amore dorato delle donne del mantice
Fonde e scorre, e si trasforma in una lama

www.studioghibli.it/la-colonna-sonora-di-principessa-mononoke/
“Mononoke Hime” (la principessa spettro), invece, è la canzone che viene suonata in sottofondo quando Ashitaka, ferito, si risveglia con San accanto e guarda il suo volto pensieroso. Subito dopo, uscito dalla grotta, avrà un colloquio con Moro della tribù dei Mononoke, che ha allevato la ragazza lupo

La tremula corda d'un arco teso…Fremente alla luce della Luna……il tuo animo.Lo splendore d'una lama affilata…Assai simile alla sua punta……il profilo tuo.Nella tristezza e nella rabbia…è celato un animo sincero…a conoscerlo sono gli spiriti del bosco…soltanto gli spettri……soltanto gli spettri


Joe Hisaishi / Princess Mononoke Symphonic Suite




Joe Hisaishi - Princess Mononoke Symphonic Suite





魔法公主主題曲 Theme of Princess Mononoke



venerdì 3 novembre 2017

Ecco perché io ho ancora un sogno...



 Agape e comunità - Martin Luter King
*Agape non è amore debole, passivo. E’ amore in azione. * *Agape è amore che cerca di preservare e creare comunità. * *E’ cura perseverante per la comunità anche quando qualcuno cerca di frantumarla. * *Agape è la volontà di coprire qualunque distanza per restaurare la comunità. * *Non si ferma al primo miglio, ma percorre anche il secondo miglio per restaurare la comunità. * *E’ volontà di perdono, non sette volte, ma settanta volte sette per restaurare la comunità. * *La croce è l’espressione eterna della lunghezza del percorso che Dio farà per poter restaurare la comunità frantumat...altro »



Ecco perché io ho ancora un sogno.
Ho il sogno che un giorno gli uomini si rizzeranno in piedi e si renderanno conto che sono stati creati per vivere insieme come fratelli. Questa mattina ho ancora il sogno che un giorno ogni negro nella nostra patria, ogni uomo di colore in tutto il mondo, sarà giudicato sulla base del suo carattere piuttosto che sul colore della sua pelle, e ogni uomo rispetterà la dignità ed il valore della personalità umana. Oggi ho ancora il sogno che la fraternità diventerà qualcosa di più che le poche parole alla fine di una preghiera, diventerà l'ordine del giorno di un uomo d'affari e la parola d'ordine dell'uomo di governo.
Ho ancora il sogno che un giorno la giustizia scorrerà come l'acqua e la rettitudine come una sorgente poderosa.
Ho ancora il sogno oggi che in tutti i municipi gli uomini saranno eletti per agire giustamente, per amare la misericordia e camminare umilmente accanto al loro Dio.
Ho ancora il sogno oggi che un giorno la guerra cesserà, che gli uomini muteranno le loro spade in aratri e che le nazioni non insorgeranno più contro le nazioni, e la guerra non sarà più neanche oggetto di studio.
Ho ancora il sogno che un giorno l'agnello e il leone saranno l'uno accanto all'altro e ogni uomo sederà sotto l'albero suo e non avrà più paura.
Ho ancora il sogno che un giorno ogni valle sarà innalzata e ogni montagna sarà spianata. E la gloria di Dio sarà rivelata e la carne tutta la contemplerà.
Ho ancora il sogno che con questa fede noi riusciremo a vincere la disperazione e a portare nuova luce per distruggere il pessimismo.
- Martin Luter King -(Martin Luther King, 28 agosto 1963, Washington, discorso al Lincoln Memorial durante la marcia per lavoro e libertà
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"Sono un uomo con la sindrome di Down e anche la mia vita merita di essere vissuta"

Frank Stephens' POWERFUL Speech On Down Syndrome


Frank Stephens, a young man living with Down Syndrome, gives a powerful speech on his life experience and the importance of people living with Down Syndrome in science and research.

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"Sono un uomo con la sindrome di Down e anche la mia vita merita di essere vissuta"

venerdì 27 ottobre 2017

Non la volevo un'ora indietro ...

immagine da ilmondodimaryantony.blogspot.it

accontentatevi e mettete un’ora indietro 🙃

  il“viaggio” è dentro di noi…


Immagine 💗www.romena.it
E’ l’ora del risveglio, e lentamente, mi avvicino alla finestra e spalanco le imposte. Meraviglia delle meraviglie, lo spettacolo più bello del mondo. Da una parte l’alba che partorisce, davanti ai miei occhi lo spicchio più incantevole, più luminoso, incastonato ancora nella notte, quasi ad accarezzare il nuovo che arriva. Esisto per stupirmi, diceva qualcuno.
Il primo pensiero poi va a chi la notte non l’ha dormita, e una finestra non l’ha più, e la casa pure, e nel cuore la paura, nel corpo le scosse, il tremare del presente e un futuro che vacilla.
Viene il tempo di aggiornarmi, e qualche amico di quelle parti mi assicura che la notte è stata più tranquilla, e che la luce del giorno già rende tutto più semplice e che sembra non ci siano vittime…e un sospiro di sollievo mi abita. Davvero tutto è così fragile! E allora non ci resta che ‘una somma di piccole cose’ da vivere.
“Ogni giorno ti vengono consegnate ventiquattro ore d’oro; sono tra le poche cose che, su questa terra, ti sono date gratuitamente. Se anche possedessi montagne di denaro, non potresti comprare neanche un’ora aggiuntiva. Che cosa farai con questo tesoro inestimabile? Rammenta, devi usarle, poiché ti vengono concesse una sola volta. E, se le sprechi, non potrai recuperarle. L’importanza di una vita felice non può essere esagerata. Pensa a ogni singolo giorno come a una cosa senza prezzo. Se ne prendi una serie e li metti tutti in fila, otterrai un anno; se raggruppi più anni, avrai un’intera esistenza, fatta di amore, felicità, onestà, speranze e sogni”.
Il bambino che imparò a colorare il buio, di N. Sparks
Fra Giorgio B. (2016)

immagine it.pinterest.com

Benigni 29 - Novembre 2007

“…ognuno di noi è l’eroe, il protagonista di una storia irripetibile, anche se i suoi giorni e le sue notti non appaiono eccezionali a nessuno, ognuno di noi è protagonista di un dramma epico irripetibile per l’eternità, che non si ripeterà mai più… quando ognuno di noi se ne andrà, non accadrà mai più che ne nasca uno uguale, e ognuno di noi è il protagonista di quella storia impressionante… ci dice, Dante, che Dio ha bisogno degli uomini… Ci dice che i fatti del mondo non sono la fine della questione…”

“Ci ha detto che la nostra libertà ci porta con sé, e ci dice che il viaggio è dentro di noi, a cercare noi stessi. È inutile che andiate a cercare il senso, il senso siete voi stessi!”
“Ci fa sentire che anche la sconfitta, se sentita profondamente, può diventare una vittoria. Se noi abbiamo sempre presente il miracolo d’esistere, quella è una cosa impressionante, ogni tanto bisognerebbe ricordarsi che si esiste…”
 
Roberto Benigni

mercoledì 25 ottobre 2017

Il pescatore


ALL’OMBRA DELL’ULTIMO SOLE S’ERA ASSOPITO UN PESCATORE E AVEVA UN SOLCO LUNGO IL VISO COME UNA SPECIE DI SORRISO…


Fabrizio De André in …
All’ombra dell’ultimo sole
s’era assopito un pescatore
e aveva un solco lungo il viso
come una specie di sorriso.
Venne alla spiaggia un assassino
due occhi grandi da bambino
due occhi enormi di paura
eran gli specchi di un’avventura.
E chiese al vecchio dammi il pane
ho poco tempo e troppa fame
e chiese al vecchio dammi il vino
ho sete e sono un assassino.
Gli occhi dischiuse il vecchio al giorno
non si guardò neppure intorno
ma versò il vino e spezzò il pane
per chi diceva ho sete e ho fame.
E fu il calore di un momento
poi via di nuovo verso il vento
poi via di nuovo verso il sole
dietro alle spalle un pescatore.
Dietro alle spalle un pescatore
e la memoria è già dolore
ed è il rimpianto di un aprile
giocato all’ombra di un cortile.
Vennero in sella due gendarmi
vennero in sella con le armi
chiesero al vecchio se lì vicino
fosse passato un assassino.
Ma all’ombra dell’ultimo sole
s’era assopito il pescatore
e aveva un solco lungo il viso
come una specie di sorriso
e aveva un solco lungo il viso
come una specie di sorriso.