State buoni , Se potete - San Filippo Neri ...

State buoni , Se potete - San Filippo Neri ...
State buoni , Se potete - San Filippo Neri ... Tutto il resto è vanità. "VANITA' DELLE VANITA '> Branduardi nel fim - interpreta Spiridione. (State buoni se potete è un film italiano del 1983, diretto da Luigi Magni, con Johnny Dorelli e Philippe Leroy).

giovedì 6 agosto 2015

Io non so

Originally posted on Pensieri lenti:

Io non so – Rabindranath Tagore

Io so
questa vita è piena
di gioie e dolori,
di risa e di pianto.
Io non so
perché tutto questo;
quali saranno i frutti
del susseguirsi laborioso
di tutto l’universo.
Io non so
che avverrà poi
in questo mondo tanto oscuro…
se avrà o non avrà fine
il dolore dell’universo,
se le stesse speranze
dell’assetato di giustizia
saranno o meno appagate.
Io non domando
ai dotti di conoscere
il mistero della vita,
né pretendo di sciogliere da solo
i nodi che legano l’universo.
Io credo d’essere
legato ad un solo destino
assieme a miriadi di vite;
mi consegno perdutamente all’amore
che conduce il mondo.
(Rabindranath Tagore)
(foto di Maria Laura Caselli)
Alba sul mare (foto di Mari

mercoledì 5 agosto 2015

La felicità è una scelta. L'accettare è una scelta. Il perdono è una scelta. La rabbia è una scelta. L'amore è una scelta. La vita è una scelta. Il tuo tempo: la tua scelta.

Le dieci abitudini degli ottimistiii

SII GRATO

Inizia tutto prendendo coscienza dei nostri vantaggi. Se non sei grato per le cose buone della tua vita non sarai mai soddisfatto. Fai un inventario di ciò che c’è di buono intorno a te. Ma non trascurare neanche ciò che c’è di meno positivo. C’è da esser grati anche per le difficoltà che si incontrano, gli ostacoli e i fallimenti. Perché? Perché è da lì che nasce la saggezza. 
Perché ti danno la forza, perché ti insegnano a perseverare, e ti rendono forte. Esser grati per ogni passo avanti rende i momenti difficili più facili da superare. Quanto detto finora non è altro che la base dell’ottimismo: essere entusiasti, nel bene e nel male, e nella consapevolezza che tutto va verso un futuro migliore.
1) Condividi i tuoi racconti di vita
Ritengo che tutti abbiamo la capacità di vivere in modo ottimista: basta condividere le nostre avventure, i successi come i fallimenti. 
Anche solo sapere che gli altri sono stati nella nostra stessa barca, eppure hanno tirato avanti, è utile. Perché diffonde un messaggio di speranza, che è l’ingrediente principale dell’ottimismo. 
Quando condividiamo i nostri racconti di vita, diamo agli altri gli strumenti di cui hanno bisogno per costruire, evolversi e perseverare. In sostanza, l’umanità fa sempre “girare il credito”.
2) Perdona
Più facile a dirsi che a farsi, ma avrai bisogno di perdonare quelli che ti hanno impedito di trovare il lato positivo nelle cose. 
Credo che il modo più facile per perdonare e superare sia riflettere sul fatto che il passato è passato. Guardala così: la persona che fai difficoltà a perdonare probabilmente vorrebbe lei stessa che il passato possa esser cancellato. 
Insomma, fai pace col tuo passato, perché non rovini il presente. 
Quando ci sarai riuscito, quei capitoli potranno essere chiusi, e si potrà vivere una vita più positiva, e felice.
3) Ascolta di più
Quando ascolti qualcuno non fai altro che aprirti alla conoscenza invece che erigere intorno a te un muro di parole e di pensieri. In più, dimostri fiducia e rispetto negli altri. La conoscenza, come la fiducia, sono la dimostrazione che sei una persona positiva e sicura di sé, e che quindi diffondi energia positiva.
4) Converti invidia e gelosia in energia positiva
Quando invidiamo qualcuno ci facciamo solo del male. 
L’universo non ti deve niente solo perché qualcuno sta meglio di te. 
Convoglia quell’energia nel lavorare sul tuo cammino personale e professionale. E pensa al successo degli altri come a uno spunto per migliorarsi.
5) Sorridi di più, meno musi lunghi
Quando sorridiamo, creiamo un ambiente felice e stimolante intorno a noi, in grado di attrarre gli altri. Starsene corrucciati, al contrario, blocca la gente, e ha l’effetto opposto. 
La felicità, anche in piccole dosi, rilascia serotonina (l’ormone della felicità). E rende anche le giornate più difficili più facili da superare.
6) Fai esercizio, mangia sano
È un consiglio piuttosto comune, ma tutti abbiamo bisogno di esercizio e di sole ogni giorno, anche solo per un quarto d’ora. Se non puoi startene un po’ sotto il sole, chiedi al tuo medico di integrare con una terapia appropriata. 
Se non puoi fare esercizio perché sei indaffarato, usa le scale al posto dell’ ascensore, o parcheggia più lontano. Ad ogni modo, tieniti in movimento quanto più spesso possibile. Segui una dieta bilanciata e non respingere la frutta e la verdura. Se hai fame durante il giorno, prendi in considerazione mandorle e noci (a meno che non sia allergico). E se sei un soggetto allergico, prendi in considerazione l’idea di più pasti ridotti durante il giorno, invece dei soliti tre principali. 
L’energia che ottieni dall’esercizio, da una dieta salutare e dalla luce del sole ci dà concentrazione, chiarezza e un atteggiamento naturalmente positivo.
7) Guarda avanti e pensa positivo
Guardare avanti e pensare positivo è la capacità di guardare un cielo rannuvolato e scoprirne il lato positivo, applicando il processo all’oggi, a ieri, nella speranza che domani sarà meglio. 
Pensa alle operazioni chirurgiche: immagini il peggio e non vedi l’ora che sia finita. 
Prendi tutto questo e inizia invece a visualizzare la ragione dell’operazione, e ai risultati che porterà. L’obiettivo è positivo, anche se oggi può sembrare dura. 
Oppure pensa a uno studente che si prepara a un esame difficile. Prepararsi, imparare tutto il necessario a fare l’esame, può sembrare la fine del mondo. Ma prendi quell’energia, e immagina quanto ti servirà quel titolo in futuro. Come per ogni altra cosa, lavorare duramente porta sempre risultati. 
La vita non è una lotteria. È ciò che sei in grado di farne.
8) Non dare la colpa agli altri
È tanto facile nella vita dare agli altri la colpa per la tua situazione. 
La gente dà la colpa dei propri problemi all’economia, ai politici, ai propri capi e a ogni genere di terza parte. Ma una volta che accetti di avere il controllo su ciò che sei, scoprirai che l’ottimismo, e il successo, arrivano spontaneamente. Ricorda: l’opportunità si incontra a valle, non in vetta.
9) Il passato non è destinato a ripetersi
Solo perché hai incontrato delle difficoltà non significa che ciò che inizia male, male finisce. 
Non trasformare le tue cattive esperienze in una profezia che si autoavvera. Anzi, parti dal presupposto che quei momenti sono dietro di te, e che la strada verso il futuro è sgombra.

10) Sii completamente consapevole di ogni azione che compi.
Sviluppa inoltre il potere della costanza. Quando decidi di intraprendere una cosa, anche la più banale, non desistere finché non hai raggiunto il tuo obiettivo. Ricorda, così come sono incostanti le nostre emozioni, cioè il modo in cui reagiamo alle circostanze o il modo in cui le definiamo, sono continuamente mutevoli anche le situazioni della vita. Nessun fallimento è assoluto. Se continui a provare, il fallimento può diventare una via d’accesso alla vittoria.
– Swami Kriyananda –
da: “Attrarre la prosperità”

Le persone con scarsa propensione alla gioia hanno troppa paura di lasciare il lavoro per esplorare altre possibilità. Prive di fiducia in se stesse, non hanno la forza di amare oltre la cerchia familiare e di trovare il proprio vero sentiero.
La vita passa loro accanto.
Chi invece conosce la fonte della propria gioia può avere due o tre carriere nello spazio di una vita, è capace di chiudere e ricominciare, può allacciare nuovi rapporti, stringere nuove amicizie, iniziare nuove attività, una nuova vita, a qualsiasi età e indipendentemente dalla ricchezza accumulata.
Senza gioia siamo paralizzati, incapaci di cambiamento.
Con la gioia le possibilità sono infinite.
– Bruce Davis – 
da: “Il richiamo della gioia”
La felicità è una scelta.
L’accettare è una scelta.
Il perdono è una scelta.
La rabbia è una scelta.
L’amore è una scelta.
La vita è una scelta.
Il tuo tempo: la tua scelta.
– Proverbio zen – 

Buona giornata a tutti. :-)  www.leggoerifletto.it

leggoerifletto: Le dieci abitudini degli ottimisti:

martedì 4 agosto 2015

Riaccendere la Speranza... C'è gioia anche nel poco

Ecco dei video tra i tanti visti … 
 ascoltati e meditati,
 che più mi hanno colpito...
anche un pò messo in crisi…
ma giunti in tempo! 
e … 
spero aiutato a cambiare meta!
         DIREZIONE>>>>
…sono sicuro che possano aiutare …
molti!…come hanno aiutato me!
per …Riaccendere la Speranza
 By GiuMa

TV2000 ″BEATI I MISERICORDIOSI

DON GIGI   “Luigi VERDI”

BEATI VOI    TV2000

  ″BEATI I MISERICORDIOSI”

                                                         
  ##############

C'è gioia anche nel pocoDon Luigi Verdi l'uomo che ridona il sorriso ai più sfortunatidi Gianfranco Micali - IL TIRRENO, 5 gennaio 2010
Guarda l'articolo originale in PDF
Oggi c'è un punto sul quale tutti concordano: viviamo un'epoca confusa, e per tanti, per troppi, anche molto infelice. Cosi parlare di "ricerca della felicità" può apparire, in certi casi, persino stridente. Ma forse è stato cosi in ogni periodo storico, specie nei momenti più bui e difficili. Un cammino che proveremo perciò a intraprendere con alcune guide del nostro tempo, uomini e donne che in mezzo al frastuono contemporaneo e allo "choc" del futur hanno trovato il modo di riflettere con l'aiuto dei grandi pensieri del passato. Uomini e donne che ci parleranno poco della loro felicità e moltissimo di quella degli altri.Don Luigi Verdi è l'uomo che a prima vista può sembrare il meno indicato a parlare di felicità.Da lui accorrono le persone più infelici della terra: i genitori che hanno perso un figlio. Il luogo più gelido e remoto dal quale cominciare il nostro cammino. Eppure alla Pieve di Romena, sede della sua comunità nel Casentino, incontri persone segnate dalla vita e volti nei quali la speranza ha ripreso a fiorire. Un miracolo persino più grande che conquistare la felicità.
«lo non sono un guru e la mia non è una comunità che protegga o faccia da mamma», spiega Don Luigi. «Io penso che la saggezza spinga a rendere le persone babbi e mamme. di se stessi. L'aiuto che si può dare alle persone è accogliere il dolore,-accogliere la fatica di vivere. L'accoglienza è il primo punto: il secondo è disarmare il meccanismo che distrugge la persona, perché quando sei depresso, distrutto, i tuoi occhi vedono soltanto il negativo, non riescono a scorgere una possibilità nuova. Terzo ridare lo zaino e continuare a farli camminare. Di più sarebbe ingannevole, se vuoi farlo al posto loro.
Non deve essere facile nella realtà questo per corso per chi è disperato e non ha più futuro, nulla in cui credere...
«Il nulla non esiste. Esiste che sei giù e sei sfinito quando tutti i punti di riferimento della tua vita sono crollati. Ma qualcosa ti rimane, qualcosa che è magari la tua dignità di persona, le tue due o tre cose: un angelo accanto, un pezzo di pane,un po' d'acqua. La definizione più bella di cristianesimo è "portare avanti la vita".. Un babbo e una mamma disperati, all'inizio non riescono neppure a piangere, infuriati con il mondo, con Dio, con la vita e poi... Che fai? Li accogli, li calmi, fai riaprire gli occhi, e magari cominciano a piangere... La prima fase del pianto, dolcissimo, con lacrime che si asciugano subito da sole. C'è una seconda fase in cui cominciano ad asciugarsi le lacrime, velocemente, per non farsi vedere... Piano piano crei un momento di fiducia, di apertura, di calore, scorrono le lacrime e loro non le asciugano, più. Ecco questo passaggio che è sempre un passaggio di liberazione, dalla disperazione non all'orgoglio ma alla speranza. E la speranza non è mai una certezza, è solo un passo in più, come a dire: guarda, intanto colgo un fiore, apro gli occhi, ricomincio per esempio a sorridere, una cosa che non si permettevano più. Non è un passaggio dalla disperazione all'orgoglio. Anche nel vangelo quando Gesù dice: "Coraggio alzati", non è l'alzarsi di colpo. Noi siamo troppo prepotenti, per cui siamo disperati e allora combattiamo con la vita. No, calma, io l'intendo come quando uno si sveglia alla mattina, e si distende, è qualcosa di lento,un momento in cui riacquisti un po' di energie, di pace.
Che cosa pensa della felicità, lei che vede così spesso il suo esatto contrario?«La felicità sta nel godere di quello che c'è, altrimenti diventa qualcosa di strano che ti spinge chissà dove. E soprattutto la felicità esiste per chi smette di cercarla. Se hai l'ansia di inseguirla non la troverai mai. La felicità risiede in quello che abbiamo, nella capacità di ricomporre anche gli scarti, le fatiche di una giornata, nel metterle insieme, aggiungendo un po' più di fiducia, di speranza, un pezzettino più d'amore. Consiste nell'abitare la vita, e trovare piccoli segni di gioia. Una cosa che noto oggi invece è che tutti scappano dalla vita. C'è chi arriva a drogarsi Trovo persone esaltate che pensano di essere Dio. E invece, se ci si pensa bene, che cos'è la felicità? Il dare una carezza in più, fare una battuta scherzosa, lo stare in compagnia delle persone care, la saggezza di ricominciare da quello che c'è nonostante le delusioni, i fallimenti. Le persone più felici che quelle che vivono di nulla, di piccoli gesti che diventano grandi».
Ma questo non può diventare un adagiarsi invece che felicità?«Al contrario. Non é possibile raggiungere la felicità senza fatica. Naturalmente non mi riferisco a felicità banali o di gioia effimera, inutile. Una gioia vera non può essere: io sono felice di me o di qualcosa di me. E' quando io sono felice di me, degli altri, dell'armonia del mondo. Tutti noi vediamo in giro molta superficialità: la gente sorride spesso ma non ha dentro una felicità profonda. Si comunica con l'apparenza. C'è qualcosa in questo tempo che è debole e si nota tanta malinconia che ci attornia. San Francesco, geniale, diceva che il peggiore di tutti i mali era la malinconia. Perché la malinconia vuol dire che io pretendo sempre e smetto di dire grazie. Per questo vediamo persone sempre più sole e più mute. Quando io chiedo ai giovani: ma di che cosa avete paura? L'ottanta per cento, se scavi profondamente, ti dicono che è la solitudine. In profondo silenzio. Io ho seguito genitori di ragazzi che si sono suicidati, e i loro dolori erano muti. Le persone con grandi dolori non riescono ad esprimerli, li tengono dentro. C'è questa pubblicità imbecille che dice quanto sono belli gli occhi e la bocca di una donna.Ed invece non sono belli gli occhi, ma lo sguardo, Non è bella la bocca, ma il sorriso. Questo poi è un mondo che ha ucciso la responsabilità e la consapevolezza. La colpa è sempre degli altri. Del babbo, della mamma e della soeìetà».
«Uno cresce se si prende la responsabilità, se affronta la vita, si alza, e cammìna... Se continua a pensare alle colpe degli altri o alle ferite che ha avuto, non può crescere. No, prima di tutto mi prendo una responsabilità, e su quella divento vero... E poi senti le persone parlare, e sembra di essere al bar. Si parla degli extracomunitari, dei gay, dell'amore, della giustizia , di qualunque cosa, e sembra di essere al bar. Oggi è tutto troppo immaginato, mentre se devo capire, io devo conoscere. Nel tempo di Abramo era normale ammazzare i nemici. E· Dio, per fargli capire quanto ciò fosse terribile e ingiusto, gli chiese di uccidere suo figlio Isacco. Ecco, quando sei toccato profondamente, in qualcosa. che riguarda la vita di chi ti è caro...allora capisci... Oggi c'è poca consapevolezza. Ci sono ritmi veloci e folli, e non c'è più pazienza e resistenza. In una parola: fedeltà alla vita. S'incrina una storia d'amore e si butta via, s'incrina una amicizia e si butta via. Un mondo che tende ad addormentarsi e che non cammina più, dimenticando che la felicità risiede nel cammino».
In quale direzione?«Non aspettando che il mondo cambi. Io.voglio che il mio babbo sia più vero, comincio io a essere più  vero. Voglio che il mio babbo mi sorrida, comincìo io a sorridere. La felicità è sforzo e va guadagnata, e deve riuscire a trasformarsi in tenerezza. I momenti più alti, rari e intensi sono quellì di tenerezza. Perché la tenerezza è l'unica cosa che ferma il tempo. Come fermò il tempo quella carezza di Papa Giovanni, quando -disse: "Guardate, com'è bella stasera la luna". Quello· è secondo me uno dei momenti più alti della nostra storia. Ecco, in un tempo di crisi come oggi da che si riparte? Dalla  felicità? Che dici a questi ragazzi? "Siate felici...". Non gli serve. Occorre smettere di dar loro sogni senza vita, e dare invece due o tre cose. La tenerezza, prima di tutto. Ne hanno bisogno da morire. Tu vedi questi ragazzi duri, feroci, violenti, ma la violenza è sempre l'impatto della paura e dell'egoismo. La paura del diverso, di tutto. Dentro hanno però un bisogno di tenerezza da svenarsi dentro. Se li disarmi scopri una debolezza allucinante. La tenerezza però non è la sdolcinatura, è come una goccia d'oro sulle ferite, una carezza su una lacrima. Ecco, io penso che la tenerezza è la bellezza che salverà il mondo».
C'è chi può obiettare che forse siamo troppo piccoli per poter cambiare il mondo, e rischiamo cosi di diventare ancora più delusi.È infelice chi frena la vita... Si ammala,chi frena la vita. Occorre sempre trovare la forza per ricominciare. La dimensione alta, profonda, te la devi guadagnare vivendo... Più. Sei vero, ti senti unico e non hai bisogno di appesantirti della banalità e più diventi alto.... La vita è anche una questione di fame. Quando la gente ha fame, si muove. Io vedo che anche quelli che sembrano più sicuri, quando arriva la il dolore, la crisi vera,quindi la fame di qualcosa, si muovono. Per cui io non saprei dire la ricetta della felicità, ma so che nel momento vero sì rìacqulstano i valori autentici. Noi preti dovremmo stare un po' più calmi nel voler convertire il mondo. Dovremo piuttosto esserci quando l'amore si risveglierà. E si risveglia sempre. Me ne accorgo, stando qui, in un porto di mare... La gente ha rovinato la sua vita, si è persa, ha voluto far l'egoista, il prepotente. Poi arriva la fame, e in quel momento di fame gli dai qualcosa per ricominciare a camminare. Ma non tanto di più di un pezzo di pane, un po' d'acqua e l'angelo, che è fondamentale. Perché alle persone alle quali non basta un pezzo di pane, un po' d'acqua, un angelo accanto, un giorno nuovo da vivere, tu puoi dare qualunque cosa e non basterà mal nulla...»


Non fate i bischeri... 
GURDATEVI & ASCOLTATEquesti video...di 

DON GIGI   “Luigi VERDI”

57 ANNI, responsabile della Fraternità di Romena.
Nato a San Giovanni Valdarno (Ar) nel 1958,ha cominciato subito il suo cammino di sacerdote in Casentino, a Pratovecchio.Nel 1991, dopo una profonda crisi personale e spirituale,ha chiesto al vescovo di Fiesole di poter realizzare aRomena un’esperienza di fraternità.E’ cominciato così il cammino di Romena.
Dalla  Conferenza presso i Comboniani di Brescia

RIACCENDERE LA SPERANZA (PRIMA PARTE)

"PER NON SEPARARE …

LA MENTE DAL CORPO  DALL’ANIMA"


RIACCENDERE LA SPERANZA 2

RIACCENDERE LA SPERANZA 3

RIACCENDERE LA SPERANZA 5

RIACCENDERE LA SPERANZA 4

PER FINIRE…
PILLOLE DI TENEREZZA

    SU TV2000

 Tutte le catechesi in una puntata sola

10. PUNTATA – TUTTE LE CATECHESI

Beati i poveri in spirito – Don Fabio Rosini
Beati gli afflitti – Padre Maurizio Botta
Beati i miti – Don Andrea Celli
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia – Don Virginio Colmegna
Beati i misericordiosi – Don Luigi Verdi
Beati i puri di cuore – Don Fabio Pieroni
Beati gli operatori di pace – Padre Tonio Dell’Olio
Beati i perseguitati – Padre Giulio Albanese

sabato 1 agosto 2015

il tempo... "un treno in corsa è il nostro tempo".


Il tempo…

«Il tempo che scorre non è una novità,

ma il modo in cui scorre fa la differenza.

Non lento né veloce ma pieno deve essere,

per poterlo vivere in forme sempre diverse e nuove.

Un treno in corsa è il nostro tempo,

dove non solo la partenza e l’inizio contano,

ma soprattutto quello che sta nel mezzo,

il viaggio vero,

fatto di fermate,

soste e accelerazioni.

Un viaggio dove non si deve avere paura 

di fermarsi ad osservare o riflettere.

Non è vuoto il tempo preso per se stessi,

ma lo è quello in cui passivamente si va avanti.

                                                       Alberto Palentini