State buoni , Se potete - San Filippo Neri ...

State buoni , Se potete - San Filippo Neri ...
State buoni , Se potete - San Filippo Neri ... Tutto il resto è vanità. "VANITA' DELLE VANITA '> Branduardi nel fim - interpreta Spiridione. (State buoni se potete è un film italiano del 1983, diretto da Luigi Magni, con Johnny Dorelli e Philippe Leroy).

lunedì 21 aprile 2014

Kiko Arguello a KTO

Intervista di Kiko Arguello a KTO


IMPERDIBILE!!!!!


Personnage haut en couleur, artiste, converti après une crise existentielle, Francisco Argüello - dit Kiko- est un des trois co-initiateurs du chemin néocatéchuménal, une initiative née au milieu des années 1960 dans la banlieue de Madrid. En 2014 cet " itinéraire de formation catholique ", dont les statuts ont été approuvés définitivement par Rome en 2008, revendique plus de 20.000 communautés présentes dans près de 1.500 diocèses de 124 pays, et une centaine de séminaires " Redemptoris Mater ". Alors que deux groupes parisiens achèvent leur itinéraire ce samedi saint à Notre dame de Paris au cours de la vigile Pascale, Kiko vient expliquer sur le plateau de KTO ce qu'est ce Chemin, comment il est conçu, à qui il s'adresse... mais aussi pourquoi ses liturgies sont différentes, quels sont les liens entre ces groupes et la paroisse qui les accueille, et comment il a reçu l'invitation du pape François à veiller à la " liberté des personnes " tout en continuant d'aller annoncer joyeusement l'évangile aux périphéries. 
Entretien du 19/04/2014.

giovedì 17 aprile 2014

Buona Pasqua dal ...♡ ...cuore.

...♡..." Tanti Auguri "...♡...

Buona Pasqua dal ...♡ ...cuore.

Pasqua

visita: www.palentini.it e facebook

 




Alberto Palentini



e un post ribloggato da ....


 Gianna...AUGURI

Auguri a tutti !  




 Pasqua

È risorto Gesù!
Lo puoi trovare ora
in ogni uomo:
in chi soffre e lotta
per la libertà,
in chi soffre a lotta
per difendere la pace

nell’amico
che ti stringe la mano,
in chi cerca
l’amore degli uomini.

Hardy Tentle




Il Signore è risorto
 e pone su di te la Sua mano.

mercoledì 16 aprile 2014

PERCHÈ NON POSSO TACERE...

«Non c’è che un peccato: dire che una foglia verde è grigia, per questo il sole in cielo rabbrividisce … non c’è che un credo: sotto l’ala di nessun terrore al mondo le mele dimenticano di maturare sui meli» (G. K. Chesterton).

PERCHÈ NON POSSO TACERE

DI AUTORI VARI COSTANZA MIRIANO
Caffarra
Appello ai fedeli di Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna,  13 aprile 2014
Carissimi fedeli,
i fatti accaduti in questi giorni mi costringono in coscienza a dirvi alcune parole. Essi sono noti ai più.
La Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale la proibizione della fecondazione umana eterologa. Un Tribunale ha riconosciuto la così detta maternità surrogata, cioè l’utero in affitto. Un altro Tribunale della Repubblica ha imposto all’anagrafe di un Municipio di trascrivere un matrimonio (si fa per dire) omosessuale. Questi i fatti.
Ciò che come uomo, come cristiano, e come vostro pastore mi coinvolge profondamente non sono i comportamenti corrispondenti a quelle decisioni. Mi ricordo della parola dell’Apostolo: «Non vogliate …giudicare nulla prima del tempo, finché venga il Signore. Egli metterà in luce i segreti delle tenebre e manifesterà le intenzioni dei cuori; allora ciascuno avrà la sua lode da Dio» (1Cor 4,5).
Non mi interessa dunque l’aspetto etico della cosa; e non è di temi etici che parlo. Purtroppo la questione è molto più profonda. E’ una questione antropologica. Si sta gradualmente introducendo nella nostra convivenza una visione dell’uomo che erode e devasta i fondamentali della persona umana come tale. Non è di condotte quindi ciò di cui stiamo discutendo. E’ la persona umana come tale che è in pericolo, poiché si stanno ridefinendo artificialmente i vissuti umani fondamentali: il rapporto uomo – donna; la maternità e la paternità; la dignità e i diritti del bambino.
Al riguardo il Santo Padre Francesco in data 11 aprile u.s. ha detto:
«occorre ribadire il diritto dei bambini a crescere in una famiglia, con un papà e una mamma … continuando a maturare nella relazione, nel confronto con ciò che è la mascolinità e la femminilità di un padre e di una madre, e così preparando la maturità affettiva … Con i bambini non si può sperimentare. Non sono cavie da laboratorio».
Sono in questione le relazioni fondamentali che strutturano la persona umana.
«Non c’è che un peccato: dire che una foglia verde è grigia,
per questo il sole in cielo rabbrividisce
… non c’è che un credo: sotto l’ala di nessun terrore al mondo
le mele dimenticano di maturare sui meli»
(G. K. Chesterton).
Carissimi fedeli, entriamo nella Settimana Santa. Perché Dio si è fatto uomo? Perché è morto crocifisso? Non c’è che una risposta: perché ricco di misericordia, ha amato perdutamente l’uomo. Ogni volta che ferisci l’uomo; che lo depredi della sua umanità, tu ferisci il Dio – uomo. Tu neghi il fatto cristiano.
Ecco perché non ho potuto tacere. Perché non sia resa vana la Croce di Cristo.

sabato 15 marzo 2014

«In Quaresima digiunate da internet»

L'INVITO DEL VESCOVO PIZZIOL AI FEDELI:

          «IN QUARESIMA 

DIGIUNATE DA INTERNET»

                       


Quaresima ... è tempo di Amare ...

                           ***

       " IN QUARESIMA aggiornerò SOLO QUESTi BLOG"

>>> leggiamolabibbia.wordpress.com >>>

                        >>> leggiamolabibbia.blogspot.it  <<<


con L'ANNUNCIO
da  il Vangelo del giorno e i commenti ... al VANGELO.

   ... gli alti Blog SONO in pausa 

                QUARESIMALE


>>> giu-ma.blogspot.it     <<< giu-ma.tumblr.com >>>

venerdì 14 marzo 2014

Signore... Trasformami in un televisore, così che io possa occupare il suo posto.

 Blog in pausa quaresimale

               ***


Un bambino pensando una preghiera, disse così:
 a
Signore questa notte ti chiedo una cosa speciale…Trasformami in un televisore, così che io possa occupare il suo posto.Mi piacerebbe vivere come il televisore di casa mia.In altre parole avere una stanza speciale per riunire tutti i membri della mia famiglia attorno a me.Esser preso sul serio quando parlo.Fa che io sia al centro dell’attenzione così che tutti mi prestino ascolto senza interrompermi né discutere.Mi piacerebbe provare l’attenzione particolare che riceve la televisione quando qualcosa non funziona…E tener compagnia a mio papà quando torna a casa, anche quando è stanco dal lavoro.E che la mia mamma, al posto di ignorarmi, mi cerchi quando è sola e annoiata.E che i miei fratelli e sorelle litighino per stare con me…E che possa divertire tutta la famiglia, anche se a volte non dico niente.Mi piacerebbe vivere la sensazione di chi tralascia tutto per passare alcuni momenti al mio fianco.Signore non ti chiedo molto. Solo vivere come qualsiasi televisore.




Come i Media Corrompono la Società
Il blog di Annalisa Colzi


Il blog di Annalisa Colzi

“pensi mai a cosa vedono e ascoltano i tuoi figli?”
pokemon, simpson, winx, pollon, Yu-gi-oh!….
fabri fibra, lady gaga, rihanna…
“è musica per le loro orecchie?“

COME SATANA CORROMPE LA SOCIETÀ


 scrittrice cattolica, esperta di attualità e mass-media, propone un viaggio alla conoscenza  di come oggi i mezzi di comunicazione corrompono e ingannano i giovani sin dall’infanzia.

La bufala del vescovo che incita alla fellatio.

BUFALE E PECORONI
DI AUTORI VARI
bufala

IL VESCOVO CHE DICE CHE «IL SESSO ORALE NON È PECCATO SE SI PENSA A GESÙ»? UNA BALLA (E NEMMENO LA PIÙ GRAVE)

di Emanuele Boffi   Tempi.it
Ma come si fa a rilanciare una balla del genere? Ieri (e ancora oggi) su molti siti italiani (Il Giornale, Libero,  Leggo, Lettera43, TGCOM - nota dell’admin)  è stata riportata la notizia che l’arcivescovo di Granada, Francisco Javier Martínez, avrebbe scritto nel libro Cásate y sé sumisa (la versione spagnola del libro Sposati e sii sottomessa di Costanza Miriano) che «il sesso orale non è peccato se si pensa a Gesù».
Gli elementi per riprendere una frase del genere ci sono tutti: un importante uomo di Chiesa, il sesso, la balordaggine che questo non sia peccato «se si pensa a Gesù». Ci si aspetterebbe, da chi fa informazione, almeno una verifica della fonte.
Ma, si sa, tira più un clic di mille carri di verifiche. E infatti è una bufala, inventata, tempo fa, da un sito satirico spagnolo (una sorta di Lercio.it o Il Vernacoliere – nota dell’admin). La frase – ripresa da un sito messicano – diventa virale, circola sul web, fa il giro di internet. È successo questa volta, come tante altre volte.
Ma questo è solo un aspetto della vicenda. Quel che, forse, dovrebbe fare ancora più riflettere è il fatto che molti siti per, diciamo così, “avvalorare” la notizia, hanno voluto ricordare ai loro lettori che Martínez è un vescovo «ultraconservatore» da sempre «contrario all’aborto». Capito come è ridotta l’informazione? Non solo scambia le panzane per notizie, ma ci vuole fare credere che anche la contrarietà all’aborto è una panzana.

La bufala del vescovo che incita alla fellatio.

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Tempi.it
*Corre la bufala del sesso orale "assolto" da un vescovo
di Rino Cammilleri


Ricordate le polemiche suscitate in Spagna dal libro di Costanza Miriano Spòsati e sii sottomessa? Richieste di messa al bando, di censura almeno sul titolo, interrogazioni parlamentari, manifestazioni di protesta contro Cásate y sé sumísa, con bersaglio, al solito, la Chiesa. I fenomeni anticlericali erano stati particolarmente virulenti a Granada, alla cui arcidiocesi sovrintende un prelato senza peli sulla lingua, Francisco Javier Martínez, già finito nel mirino per aver detto che l’aborto è un genocidio silenzioso. Definito ultraconservatore (mentre fa solo il suo mestiere di vescovo cattolico), non gliene perdonano una, tanto che nel 2007 fu condannato in tribunale a pagare un risarcimento a uno dei suoi preti che lui avrebbe «intimidito».
Nei giorni della polemica contro la Miriano, la cui traduzione spagnola era stata pubblicata da un’editrice diocesana, si era mossa addirittura la ministra della sanità (con delega ai servizi sociali e all’Eguaglianza), Ana Mato, e aveva chiesto il ritiro di quel libro in quanto non condivisibile dalla «maggioranza della società». E a chi si era rivolta? Proprio al nostro arcivescovo, perché la casa editrice implicata, «Nuevo Inicio», dipendeva da lui. Naturalmente, il presule aveva educatamente mandato a quel paese sia la ministra che la pretesa «maggioranza della società» di cui lei si era autoeletta portavoce. Come al solito, quando i giacobini non riescono a prevalere per vie democratiche e legali, ricorrono alla piazza. E, se neanche con questa ottengono nulla, scatenano le loro truppe di riserva composte di nani&ballerine, comici&registi, vignettari&cantanti, i quali, avanzando sotto lo scudo della «satira», cominciano a demolire l’immagine del nemico ideologico indicato.
Così, nel novembre scorso, un sito «satirico» spagnoloeljueves.es, pubblicò una foto dell’arcivescovo di Granada con accanto il libro della Miriano, mettendogli in bocca una serie di «consigli spirituali» del tipo: «Mujer, practicarás felaciones a tu marido siempre que te lo ordene. Pero cuando lo hagas, piensa en Jesús. Recuerda: ¡No eres una pervertida!». O: «Sé una mujer del siglo XXI. Practica el coito de espaldas». Penso che non ci sia bisogno di traduzione. Il sito «satirico» precisava che tali esortazioni erano contenute nel libro dell’arcivescovo di Granada, che però se lo era fatto scrivere da un’italiana. Voi direte che non fa ridere. Ma alla «satira»  di parte non interessa tanto far ridere quanto demonizzare (termine che dice tutto) e distruggere moralmente l’avversario in attesa di procedere, circostanze permettendo, a quella fisica.
Ora, poiché quel che viene messo in internet ci resta per sempre, un sito messicano (stessa lingua) ha in questi giorni riesumato la storia dell’arcivescovo spagnolo che avrebbe detto: «Donne, praticate il sesso orale a vostro marito ogni volta che ve lo chiede. Ricordatevi che non è peccato se quando lo si fa si pensa a Gesù». La cosa, presa per vera, sta facendo il giro del mondo ed è stata rilanciata, in Italia, da testate non di secondo piano come TgcomLeggo e via elencando. Con l’aggiunta di qualche titolo redazionale a effetto, tipo «Chiesa spagnola nella bufera» o «Il prelato non è nuovo a questo genere di provocazioni». La bufala (si dice così in gergo giornalistico) è stata svelata dal sito qelsi.it e ci autorizza a una serie di (meste) riflessioni.
Una è questa: l’arcivescovo avrebbe potuto evitare tutto ciò adendo la magistratura spagnola per chiedere la rimozione della «satira» di novembre. Senza essere sicuro di avere ragione in tribunale. Per giunta, avrebbe fatto la figura di uno che non usa la «misericordia» e, per altri versi, sarebbe finito di nuovo sulle prime pagine. Ciò avrebbe offerto magari il destro a quelli che, tra i suoi colleghi, non lo amano per chiederne il trasferimento lontano dai riflettori, così da far tornare la calma piatta. Ma c’è dell’altro: un arcivescovo non può passare le sue giornate a esplorare continuamente internet alla ricerca di (brutte) cose che lo riguardano. E’ possibile, perciò, che il Nostro non si sia nemmeno accorto della «satira» novembrina dieljueves.es.
A questo punto occupiamoci dei giornali che si rimbalzano una notizia senza verificarla. Chi ha qualche dimestichezza con le redazioni sa che la fretta, talvolta isterica, vi regna sovrana: uno avvista una notizia, la comunica al suo capo il quale la giudica «carina» e autorizza a spararla in pagina. Il tutto in una manciata di secondi. E che succede quando altri avvisano che si tratta di bufala? Ahimè, è già domani e altre notizie incombono e affollano: non c’è tempo, non c’è spazio. Per carità, di cadere in equivoco può capitare a tutti quelli che fanno questo mestiere. È successo anche a me su queste colonne, ma il direttore mi ha subito chiesto rettifica e ho prontamente eseguito, scusandomi coi lettori. La differenza tra il buon giornalista e il riempi-pagine sta tutta qui. Sbagliare è umano, umanissimo; ma non cercare di rimediare, in questo campo, non è semplice trascuratezza, è molto peggio.
Nel caso di monsignor Martínez è come partecipare alla lapidazione di uno che neanche si conosce, giustificandosi col dire che lo stavano facendo tutti. Se Dio esiste (ed esiste), la responsabilità morale di quelli che si occupano di «comunicazione» è spaventosa, perché si tratta dello stesso Dio che ha detto che «la lingua uccide più della spada». Ma solo i «comunicatori» cattolici credenti e praticanti invocano lo Spirito Santo prima di vergare un solo rigo. Pur sapendo, con umiltà, che neanche questo li renderà infallibili.

Francisco Javier Martínez:

 la bufala del vescovo che incita alla fellatio

La fellatio? «Non è peccato se si pensa a Gesù». Avevano scatenato non poco clamore le parole attribuite all’arcivescovo ultraconservatore diGranada Francisco Javier Martínez, rilanciate da diversi quotidiani italiani. Anche Libero aveva richiamato il caso nella prima pagina del quotidiano, spiegando come il prelato spagnolo non fosse nuovo a certe provocazioni e precisando come “sdoganasse il sesso orale“, «facendo tirare un sospiro di sollievo a tanti fedeli». Anche in rete non erano mancati i titoli ad effetto, per la strana esortazione arrivata da un uomo di Chiesa: tra chi – come TgCom – parlava di provocazione e di «Chiesa spagnola nella bufera» e chi parlava di «affermazione choc». Peccato che nessuno abbia invece controllato la fonte, per verificare se la notizia fosse vera o – come si sospettava già sui social network – soltanto l’ennesima bufala. E di fake,infatti, si tratta. Se alcuni siti avevano spiegato come la notizia non fosse stata ripresa dai maggiori quotidiani locali andalusi e spagnoli, in realtà la (presunta) notizia non era nemmeno così recente, dato che il primo a pubblicarla era stato El Jueves, già lo scorso novembre. Ma di che quotidiano si tratta? La fonte non è nient’altro che un sito satirico spagnolo.
fonte: giornalettismo.com 

Lo Straniero - dal blog di Antonio Socci ...

13 MARZO 2014 / IN NEWS 
A un anno dall’elezione di Bergoglio a “vescovo di Roma” si resta perplessi nel vedere il giornale delle banche e della finanza – il “Corriere della sera” – che acclama il “papa dei poveri” il quale tuona contro “il Nord ricco” a cui “più volte in quest’anno ha gridato ‘vergogna’ mettendolo sotto accusa”.
Ci si sente presi per il naso. Che gioco stanno facendo? E che dire della “Stampa-Vatican Insider”? Il giornale torinese è il più affetto da quella “francescomania” che  Bergoglio deplora.
Il quotidiano della Fiat è arrivato addirittura a suonare le fanfare per Gustavo Gutierrez che è stato “riabilitato” in Vaticano: Gutierrez è il padre di quella “Teologia della Liberazione” che mescolava cristianesimo e marxismo e che fu seppellita da Giovanni Paolo II e da Ratzinger.
Si sente puzza di bruciato se i giornali delle multinazionali osannano la Teologia della liberazione. Ma ancor più se il Vaticano la riabilita. E proprio nei giorni in cui Ratzinger – in un libro intervista su Giovanni Paolo II – spiega:
“La prima grande sfida che affrontammo (con Giovanni Paolo II) fu la Teologia della liberazione che si stava diffondendo in America latina. Sia in Europa che in America del Nord era opinione comune che si trattasse di un sostegno ai poveri e dunque di una causa che si doveva approvare senz’altro. Ma era un errore. La fede cristiana veniva usata come motore per questo movimento rivoluzionario, trasformandola così in una forza di tipo politico(…). A una simile falsificazione della fede cristiana bisognava opporsi anche proprio per  amore dei poveri e a pro del servizio che va reso loro”.  
Di recente un importante esponente della Tdl, Clodoveo Boff, ha dato ragione a Ratzinger per quello che (a nome di Wojtyla) fece trent’anni fa:
“egli ha difeso il progetto essenziale della teologia della liberazione: l’impegno per i poveri a causa della fede. Allo stesso tempo, ha criticato l’influenza marxista. La Chiesa non può avviare negoziati per quanto riguarda l’essenza della fede… Siamo legati ad una fede e se qualcuno professa una fede diversa si autoesclude dalla Chiesa”.
Invece “nel discorso egemonico della teologia della liberazione”, riconosce Clodoveo Boff, “ho avvertito che la fede in Cristo appariva solo in background. Il ‘cristianesimo anonimo’ di Karl Rahner era una grande scusa per trascurare Cristo, la preghiera, i sacramenti e la missione, concentrandosi sulla trasformazione delle strutture sociali”.
Oggi però il Vaticano riabilita quella Teologia della liberazione. E lo strappo rispetto a Wojtyla e Ratzinger riguarda anche altro.
ABOLIZIONE DEL PECCATO ?
Il 29 dicembre scorso il titolo dell’editoriale di Eugenio Scalfari, sulla Repubblica, diceva: “La rivoluzione di Francesco: ha abolito il peccato”.
In effetti questa, vagheggiata da Scalfari (e anche dai poteri mondani, da logge e lobby anticattoliche) sarebbe la più grande delle rivoluzioni perché significherebbe l’abolizione della Chiesa stessa: Gesù ha predicato e praticato il perdono dei peccatori, mentre l’abolizione del peccato è l’esatto opposto, è qualcosa che renderebbe inutile e perfino ridicolo il sacrificio della Croce.
Perciò quella del fondatore di “Repubblica” sembrò a tutti una boutade dovuta al suo proverbiale dilettantismo teologico. I media cattolici lo liquidarono sarcasticamente.
Invece oggi bisogna riconoscere che aveva in parte ragione. Non riguardo al Papa (che ancora non si è espresso), ma riguardo al cardinale Kasper, autore dell’esplosiva relazione al Concistoro (richiestagli dal Papa) su divorziati risposati e sacramenti.
Kasper rappresenta quella sinistra martiniana che vorrebbe fare come le chiese protestanti del Nord Europa: calare totalmente le brache davanti al mondo (infatti quelle chiese si sono suicidate e oggi sono pressoché inesistenti).
Per questo la relazione di Kasper sovverte completamente nella pratica ciò che Gesù (Mt 5, 32 e Mt 19, 9) e la Chiesa hanno sempre insegnato.
Con l’accesso ai sacramenti per i divorziati risposati (che ribalta tutto il Magistero, specie quello di Giovanni Paolo II) di fatto si prospetta l’abolizione del peccato.
Che “ospedale da campo” è questo? Così noi poveri peccatori crepiamo. Come se il ministero della Salute decretasse che – invece di curare gli ammalati –  tutti fossero dichiarati sani per legge.
Infatti la prospettiva sulla quale Kasper e compagni vogliono spingere la Chiesa implica l’inutilità del sacramento della confessione e la sua abolizione.
Perché mai ci si dovrebbe limitare ai divorziati risposati? Sarebbe una “legge ad personam”. I conviventi o i fidanzati che hanno rapporti sessuali, perché dovrebbero confessarsi per accedere all’eucarestia? E l’uomo o la donna sposati che hanno una relazione extramatrimoniale?
O KASPER O GESU’
Il “tana liberi tutti” riguarderebbe di fatto tutti i peccati. Tutti perdonati d’ufficio. Kasper infatti dice: “ogni peccato può essere assolto”. Ma omette di dire che occorrono pentimento e ravvedimento.
Al contrario di Kasper, Gesù affermò che “il peccato contro lo Spirito Santo non avrà perdono in eterno: sarà reo di colpa eterna” (Mt 12, 31-32). Questo peccato imperdonabile riguarda proprio “la presunzione di salvarsi senza merito”, “l’ostinazione nel peccato” e “l’impenitenza finale”.
A ben vedere poi Kasper non si limita ad abolire il peccato (e la confessione): abolisce l’inferno stesso. Lo ha detto con una frase passata inosservata, ma che contraddice totalmente quanto Gesù e la Chiesa hanno sempre insegnato.
Il prelato dice: “non è immaginabile che un uomo possa cadere in un buco nero da cui Dio non possa più tirarlo fuori”. Falso. Questo “buco nero” c’è: è l’inferno in cui noi possiamo scegliere di andare. Dio – per rispetto della nostra libertà – non può salvarci contro la nostra volontà.
E’ molto pericoloso non credere all’inferno. Santa Faustina Kowalska – che di misericordia era molto più competente di Kasper – riferisce nel suo Diario che quando fu portata misticamente a vedere il regno di Satana scoprì che “la maggior parte delle anime che ci sono, sono anime che non credevano che ci fosse l’inferno”.
I GESUITI
Storicamente furono i padri gesuiti ad essere accusati dal grande Pascal di aver  abolito il peccato con la scusa di perdonare il peccatore. E nel nostro tempo sono tornate in auge quelle loro idee.
Lo ricordò l’allora cardinale Ratzinger in un celebre discorso del 1990:
si può dire che l’odierna discussione morale tende a liberare gli uomini dalla colpa, facendo sì che non subentrino mai le condizioni della sua possibilità.Viene in mente la mordace frase di Pascal: ‘Ecce patres, qui tollunt peccata mundi’! Ecco i padri che tolgono i peccati del mondo. Secondo questi ‘moralisti’, non c’è semplicemente più alcuna colpa. Naturalmente, tuttavia, questa maniera di liberare il mondo dalla colpa è troppo a buon mercato. Dentro di loro, gli uomini così liberati sanno assai bene che tutto questo non è vero, che il peccato c’è, che essi stessi sono peccatori e che deve pur esserci una maniera effettiva di superare il peccato”.  
In un libro precedente Ratzinger criticò quel “pensiero pelagiano secondo il quale basterebbe in fondo la buona volontà dell’uomo per salvarlo”.
Poi aggiunse:
“In questa luce non era in ogni senso in torto il rimprovero mosso dai Giansenisti ai Gesuiti di portare con le loro teorie il secolo all’incredulità”.
Ma ci sono anche le correnti sane della Compagnia di Gesù. Se infatti da una parte c’era il gesuita Rahner, dalla parte opposta c’era il grande gesuita De  Lubac.
Francesco è davanti a un bivio: da una parte la demolizione della Chiesa a cui vogliono spingerlo poteri, logge e lobby mondane. Ma io penso (e spero) che lui sceglierà l’altra, quella del vero Concilio, di De Lubac, di Paolo VI, di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI, una via gloriosamente ortodossa ed evangelica, che porta all’odio del mondo e a volte al martirio.  
Antonio Socci
Da “Libero”, 13 marzo 2014